11/02/2010:. Intervento in Aula sull'emendamento Porti
Grazie Presidente, Onorevoli Colleghi, rappresentanti del Governo, interverrò esclusivamente, sulle questioni che riguardano la portualità che il provvedimento in esame affronta, senza però risolverne i problemi, ma anzi, se necessario aggravandoli.
Dico subito che non si può fare finta di volere le riforme stando fermi o non facendo niente.
Soprattutto non ci si può illudere, ne' illudere gli altri, di fare le riforme senza soldi.
In premessa cercherò di riepilogare brevemente quanto avvenuto:
27/01/2010:. Intervento in Aula su Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009
Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 321 del 27/01/2010
(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)
Discussione congiunta del disegno di legge: (1781)Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009(Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
e del documento: (Doc. LXXXVII, n. 2)Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (anno 2008)(ore 10,40)
FILIPPI Marco(PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, vorrei porre all'attenzione dell'Aula, e nello specifico della Presidenza, un aspetto di metodo, prima ancora che di merito, sugli articoli che avrebbero dovuto riguardare l'8a Commissione. Avrebbero, appunto, perché così non è stato.
Infatti, nel tempo ogni provvedimento omnibus è stato avvertito come un'occasione da parte del Governo di turno per ottenere deleghe dal Parlamento o, più recentemente, come l'occasione per introdurre emendamenti, strappate la necessità e l'urgenza con il decreto-legge, che hanno costituito vere e proprie mini-riforme di settore. Si tratta di norme rilevanti per importanza e implicazioni, su cui le Commissioni di merito non solo non hanno l'opportunità di intervenire correggendo o integrando l'oggetto della delega o della mini-riforma, a seconda delle circostanze, ma più spesso non hanno neppure la possibilità di discuterne e parlarne.
Mi domando e domando ai colleghi di maggioranza: ma di questo passo, così facendo e così continuando a fare, a che cosa servono e a che cosa serviranno le Commissioni di merito? Guardate, non è una domanda né retorica né provocatoria, ma solo una richiesta di senso al ruolo che dovremmo essere chiamati a svolgere e che ci vede invece sistematicamente esclusi dall'esercizio della nostra funzione e dalla possibilità di apportare il nostro contributo a provvedimenti importanti e significativi.
Ritengo che la prassi invalsa di introdurre emendamenti del relatore in Commissione referente in occasione dell'esame di provvedimenti omnibus (quali per loro natura sono il milleproroghe o la legge comunitaria, appunto) o di quelli che diventano tali - come dicevo - dopo che, come più di recente, i decreti hanno strappato i requisiti di necessità ed urgenza ha finito per collocare la funzione di questo Parlamento in un ruolo improprio rispetto al dettato della nostra Carta costituzionale.
Il tema che sollevo,