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10/03/2010 :: Interrogazione frane Ponte Messina PDF Stampa E-mail
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Atto n. 4-02814

Pubblicato il 4 marzo 2010
Seduta n. 346

FILIPPI Marco , DELLA SETA , BONINO , CHITI , DE LUCA , DONAGGIO , FERRANTE , FISTAROL , MAGISTRELLI , MAZZUCONI , MOLINARI , MORRI , PAPANIA , RANUCCI , SIRCANA , VIMERCATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:
nel comune di Caronia (Messina), il 1° marzo 2010 si è verificato un grosso movimento franoso a monte del centro urbano che ha causato l'immediata chiusura della scuola media del paese e l'evacuazione di numerosi cittadini;
la portata del movimento franoso e le tipologie di danni provocati sono del tutto assimilabili alla frana che ha interessato il vicino comune di San Fratello, il 14 febbraio, dove circa 2.000 cittadini hanno abbandonato le loro case e 1.300 persone sono state costrette a trasferirsi, dopo l'ordinanza di sgombero emessa dal sindaco, e 700 persone hanno preferito spontaneamente allontanarsi dai luoghi della frana;
nell'ottobre 2009, nel comune di Scaletta Zanclea e nella vicina frazione di Giampilieri nel comune di Messina, ed in altre località della provincia messinese, vi erano stati 31 morti, a seguito di frane e smottamenti provocati da una forte alluvione;
la situazione della provincia di Messina si conferma, pertanto, più pericolosa rispetto alla media nazionale: in Italia, il 70 per cento dei comuni è a rischio idrogeologico e, tra questi, 1.700 sono a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità;
il fenomeno del dissesto geologico interessa in modo preoccupante anche la regione Calabria dove il 16 febbraio 2010, nei pressi del comune di Maierato (Vibo Valentia) un intero costone della montagna è franato, mettendo in pericolo numerose abitazioni. Per ovvie ragioni di sicurezza la Prefettura ha deciso lo sgombero totale dell'abitato di Maierato, paese di 2.300 abitanti;
la Sicilia e la Calabria sono regioni molto fragili che si stanno lentamente sbriciolando: paesi, città e infrastrutture di queste regioni, ridotte a brandelli, che si intende unire con un grande, colossale e faraonico ponte;
a seguito di accertamenti della Protezione civile, gran parte dei comuni della Calabria e della provincia di Messina sono a rischio frane, e tale situazione è in gran parte dei casi frutto dell'uso irresponsabile del territorio, dell'eccessiva cementificazione e dell'abusivismo;
rilevato che:
la grave situazione di dissesto idrogeologico del Paese chiama in causa le responsabilità del Governo, che nel corso degli ultimi anni ha fortemente sottovalutato le politiche di salvaguardia dell'ambiente, riducendo progressivamente gli interventi e le risorse per messe a disposizione per la prevenzione del rischio idrogeologico;
in Senato, nel corso dell'esame della manovra finanziaria per il 2010, i senatori del Partito democratico hanno più volte sollevato il problema del dissesto idrogeologico del Paese proponendo una serie di emendamenti mirati al finanziamento e all'avvio di interventi vari per la riduzione del pericolo idrogeologico e sismico in Italia , con priorità nelle aree a più alto rischio ed in particolare nel territorio messinese;
i suddetti emendamenti hanno trovato la contrarietà, a giudizio degli interroganti inopinatamente, del Governo e della maggioranza che, evidentemente, non ha ritenuto opportuno dedicare alla questione il giusto rilievo e rispondere con adeguate soluzioni al problema;
a conferma dell'atteggiamento, ad opinione degli interroganti irresponsabile, del Governo, la manovra di bilancio per l'anno 2010 ha decurtato al Dicastero delle infrastrutture e trasporti consistenti risorse, stimate nell'ordine di circa 3.300 milioni di euro sull'assestato 2009;
al contrario si è preferito insistere, a giudizio degli interroganti con caparbia ostinazione, con l'incremento di ulteriori risorse per il ponte sullo stretto di Messina, fino a raggiungere la ragguardevole cifra di 2.500 milioni di euro, completando così la prevista quota di partecipazione pubblica;
il 4 febbraio 2010, il ministro Matteoli, in sede di svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Senato sulla fattibilità del ponte, formulate anche alla luce degli elementi di forte criticità espressi dalla magistratura contabile nella relazione concernente gli esiti dei finanziamenti per il ponte sullo stretto di Messina, approvata dalla Corte dei conti in data 15 dicembre 2009, non ha spiegato come la realizzazione dell'opera possa avere l'integrale copertura finanziaria, visto che i due terzi dell'importo stimato sono da recuperare con finanza di progetto fino ad un ammontare di oltre 6 miliardi di euro, senza quindi spiegare l'effettiva bancabilità del finanziamento;
a giudizio degli interroganti, tali atteggiamenti sollevano, pertanto, forti responsabilità a carico della politica di gestione del territorio e dell'ambiente del Governo ormai limitata soltanto alla gestione delle emergenze,
si chiede di sapere:

se il Governo intenda stanziare, entro brevi termini, le risorse necessarie ed immediatamente spendibili per scongiurare, tramite attività di messa in sicurezza dei territori più a rischio, il ripetersi delle recenti tragedie provocate dal dissesto idrogeologico in Sicilia e in Calabria e, più in generale, nel territorio nazionale;
se ritenga opportuno che la costruzione del ponte sullo stretto di Messina possa avere la precedenza sugli interventi di messa in sicurezza del territorio messinese e, più in generale, delle aree a rischio idrogeologico della Sicilia e della Calabria, assorbendo peraltro le già scarse risorse disponibili;
se, anche in ragione dell'approvazione con riserva da parte della Corte dei conti del piano economico-finanziario, non reputi più appropriato congelare l'iniziativa di realizzare il ponte sullo stretto di Messina;
se non ritenga prioritario costruire quelle opere infrastrutturali che si trovano ancora in condizioni particolarmente carenti, come il tratto autostradale Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Messina, oltre alle preliminari opere di consolidamento e di ripristino delle condizioni ambientali che hanno determinato e stanno determinando l'imponente dissesto idrogeologico;
quale sia la valutazione del Ministro delle infrastrutture e trasporti in ragione dell'accordo stipulato tra il general contractor ed Eurolink circa la restituzione dell'intero ribasso offerto che trasferirebbe sulla controparte pubblica l'onere del rischio dell'opera;
a quanto ammontino ad oggi le risorse effettivamente stanziate per la realizzazione delle suddette opere infrastrutturali necessarie;
se si intenda rendere noti, in dettaglio, gli impieghi e le destinazioni delle risorse fino ad oggi spese.
 
 
23/03/2010 :: Interrogazione cariche parlamentari PDF Stampa E-mail
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Marco Filippi al Presidente del Coniglio, ai ministri della giustizia e dell'interno per sapere,

premesso che:

i parlamentari:

Raffaele Stancanelli, sindaco di Catania e senatore PdL;
Ettore Pirovano, presidente provincia di Bergamo e deputato Lega Nord;
Maria Teresa Armosino, presidente provincia di Asti e deputata PdL;
Antonio Pepe, presidente provincia di Foggia e deputato PdL;
Mario Cutrufo, vicesindaco di Roma, senatore PdL e assessore al Turismo;
Daniele Molgora, presidente provincia di Brescia, deputato Lega Nord e Sottosegretario all'Economia;
Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano e deputato PdL;
Antonio Azzolini, sindaco di Molfetta e senatore PdL;
Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico e assessore all'Urbanistica a Monza;
Altero Matteoli, ministro dei Trasporti e sindaco di Orbetello;

Edmondo Cirielli, presidente provincia di Salerno e deputato PdL e presidente della commissione difesa;

Adriano Paroli sindaco di Brescia e deputato PdL;

Cosimo Sibilia presidente provincia di Avellino e senatore PdL;

Luigi Cesaro presidente provincia di Napoli e deputato PdL;

Carlo Vizzini è assessore comunale a Palermo presidente della commissione Affari Costituzionali e senatore PdL;

Vincenzo Nespoli sindaco di Afragola e senatore PdL;

Antonio Pepe, presidente provincia di Foggia e deputato PdL;

Roberto Simonetti, presidente provincia di Biellae deputato Lega Nord;

Antonello Iannarilli, presidente provincia di Frosinone e deputato PdL;

Marco Zacchera, sindaco di Verbania e deputato PdL;

Nicolò Cristaldi, sindaco di Mazzara del Vallo e deputato PdL;

Giulio Marini, sindaco di Viterbo e deputato PdL;

Lucio Stanca, deputato PdL e ad di Expo 2015;

Consiglio Nunziante, presidente delleTranvie elettriche Bergamasche e deputato Lega Nord;

ricoprono più incarichi istituzionali;

la legge vieta ai parlamentari di ricoprire cariche in associazioni o enti che gestiscono servizi per conto dello Stato o della pubblica amministrazione vedi art. 3 della Legge 1261 del 31.10.1965, infatti "CON L'INDENNITÀ PARLAMENTARE NON POSSONO CUMULARSI ASSEGNI O INDENNITÀ, MEDAGLIE O GETTONI DI PRESENZA COMUNQUE DERIVANTI DA INCARICHI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO, CONFERITI DALLO STATO, DA ENTI PUBBLICI, DA BANCHE DI DIRITTO PUBBLICO, DA ENTI PRIVATI CONCESSIONARI DI PUBBLICI SERVIZI, DA ENTI PRIVATI CON AZIONARIATO STATALE E DA ENTI PRIVATI AVENTI RAPPORTI DI AFFARI CON LO STATO, LE REGIONI, LE PROVINCIE ED I COMUNI";

il regolamento del senato e della camera, non consente a presidenti di provincia e sindaci di comuni con più di 20.000 abitanti di fare anche il parlamentare;

che nel corso della trasmissione Report in onda domenica 21 marzo è stato mostrata una lettera del Comune di Roma che attesta che il parlamentare Mario Cutrufo percepisce dallo stesso una indennità di oltre 2000,00 euro mensili-;

se, gli interrogati, non ritengano necessario provvedere ad una formulazione più stringente delle norme che vietano di cumulare l'incarico di parlamentare con altri incarichi nella pubblica amministrazione, riportando l'applicazione della norma alla sua corretta applicazione, così come è stato dal dopoguerra al 2002 quanto tutti i casi sopraccitati sono sempre stati dichiarati incompatibili;

se non ritengano necessario predisporre una procedura di informazione del Parlamento su ogni suo componente che assuma incarichi elettivi all'interno della pubblica amministrazione;

se abbiano provveduto a verificare che nessun parlamentare percepisca sotto nessuna forma e denominazione assegni, indennità, medaglie o gettoni di presenza per gli incarichi previsti all'art3 della legge 1261 del 1965;

se nello specifico abbia verificato se il comune di Roma retribuisca i parlamentari Cutrufo, De Leo e Antoniozzi;

 
23/03/2010 :: Interrogazione fenomeni di violenza legati alle manifestazioni sportive PDF Stampa E-mail
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Interrogazione a risposta scritta

Marco Filippi. Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

domenica 15 marzo a Livorno si giocava Livorno-Roma, finita 3-3, una competizione sportiva vissuta in una città blindata e all'insegna della paura. La giornata è stata caratterizzata da una serie di scontri ed atti vandalici sia all'interno della città che nei percorsi che hanno portato i tifosi allo stadio livornese;

i danni e gli scontri sono stati innumerevoli: scontri e danni sul treno che portava i tifosi a Livorno -prima ancora che giungessero a Grosseto, i tifosi hanno devastato un vagone delle Ferrovie dello Stato, rompendo sedili,  estintori e wc-; scontri per le vie della città che nonostante i numerosi interventi dei carabinieri hanno registrato diversi feriti. Scontri e saccheggiamenti sulle vie del ritorno: sul lungomare di Livorno 32 auto sono state danneggiate dai tifosi che lanciavano oggetti dagli autobus; un autogril a Venturina è stato preso d'assalto da circa trecento tifosi che hanno saccheggiato il bazar portando via prosciutti formaggi, vini ecc.., circa cinquanta mila euro di danni;

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno non ritengano opportuno promuovere con la massima rapidità ogni verifica ed accertamento atti ad arrivare in tempi brevi all'individuazione dei soggetti responsabili dei sopra citati gravi avvenimenti e adottare gli opportuni provvedimenti;

se gli interrogati non ritengano opportuno porre in essere iniziative volte ad evitare il ripetersi gli episodi di razzismo ed antisemitismo che si verificano, ormai troppo frequentemente, negli stadi come l' incitamento all'odio razziale, e di propaganda di idee e simboli fascisti, razzisti e xenofobi;

inoltre, quali urgenti provvedimenti si intendano adottare, al fine di contrastare i fenomeni di violenza legati alle manifestazioni sportive, avendo altresì cura di mettere in atto tutte le misure idonee a garantire l'ordinato svolgimento dell'evento sportivo, la sicurezza e l'incolumità delle persone non solo all'interno dello stadio ma anche durante gli spostamenti delle tifoserie -evitando che si creino durante le soste dei pulman, concentrazioni  di tifosi che non possano essere governate dalla sicurezza locale-;



 
01/04/2010 :: Lettera Ministro Alfano su Pianosa PDF Stampa E-mail
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Illustre Ministro,

ieri presso la prefettura di Livorno si è tenuto un summit sul futuro di Pianosa.
L’isola è rimasta come cristallizzata al 1998, quando vi fu la chiusura del carcere. Da allora sta subendo, con l'abbandono e il degrado dovuto al tempo e all’incuria dell’uomo, la cui presenza è fortemente limitata dai legittimi vincoli ambientali, un forte deterioramento che sta mettendo a rischio molte delle strutture presenti e l'intero ecosistema dell'isola.

Il "Piano Straordinario per l’Edilizia Penitenziaria" che prevede la costruzione di nuovi penitenziari e l’ampliamento di molte strutture già esistenti per la creazione di 20.000 nuovi posti, potrebbe trovare facile applicazione nell'isola di Pianosa, un luogo in cui l'adeguamento delle strutture comporterebbe spese esigue per ottenere circa 200 nuovi posti.

Come lei ha convenuto, in una sua recente lettera ai ministri dell'ambiente e delle infrastrutture, non è possibile ripristinare il regime del 41 bis sull'isola, ma un carcere con regime leggero, dove i detenuti possono essere utilizzati anche in attività agricole e di accoglienza sarebbe fortemente auspicabile. Si potrebbe ridare vita al protocollo d'intesa firmato tra il Ministero della Giustizia e quello dell'Ambiente, nel 2004, che prevedeva appunto azioni congiunte sulle isole in cui erano presenti penitenziari. Un'occasione unica che restituirebbe fiato all'isola ed alla dignità dei carcerati.

 
Marco Filippi


 
24/03/2010 :: Interrogazione Arcipelago Eoliano PDF Stampa E-mail
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Interrogazione a risposta scritta

Marco Filippi al Ministro dello Sviluppo Economico, al Ministro dei Beni Culturali, al Ministro dell’Ambiente.

 

PREMESSO che:

 

·          l’Arcipelago Eoliano nel 2000 ebbe il riconoscimento e fu iscritto nella Heritage List dell’UNESCO in quanto dichiarato Patrimonio dell’Umanità per i fenomeni e gli edifici vulcanici ed i giacimenti pomiciferi;

·          la Pumex, azienda leader nel settore pomicifero, in considerazione di quanto sopra, aveva già, sin dal 2003, presentato al Ministero dei Beni Culturali, che lo aveva trasmesso all’UNESCO, una proposta di riconversione e riqualificazione dell’area estrattiva nell’isola di Lipari;

·          tale proposta, con il suo piano industriale, era stato favorevolmente valutato dall’UNESCO nella riunione annuale del 2004, ed aveva, altresì, esortato lo Stato membro a promuovere, nel lungo tempo, la sua realizzazione;

·          sin 1 gennaio 2006 il Governo della Regione Sicilia aveva assicurato ai dipendenti e con loro a tutta la popolazione delle Eolie, un provvedimento legislativo che favorisse la realizzazione di un Progetto di Riconversione che, oltre a mettere in sicurezza il territorio oggetto d’escavazione, realizzasse un grande Parco Geominerario che preservasse la memoria storica dell’attività produttiva della pomice per le future generazioni e creasse nuova occupazione: opere funzionali ad un turismo culturale e naturalistico destagionalizzato come un centro d’accoglienza, una sentieristica guidata, un visitor-centre, il ripascimento del litorale e il recupero delle spiagge bianche, e infine, utilizzando i soli fabbricati in disuso, una sede universitaria di geologia e vulcanologia, un museo vulcanologico, un museo della pomice, un osservatorio permanente internazionale d’ecologia marina, un centro culturale polifunzionale, un centro di talassoterapia e nuovi ma modesti insediamenti turistico alberghiero;

·          a questo proposito, sia il Governo Regionale, sia il Governo Nazionale ed in particolare il Ministero dei Beni Culturali per bocca dell’allora Sottosegretario Bono (che avrebbe assunto in questo senso anche impegni con l’UNESCO) si erano dichiarati disponibili a concorrere attivamente all’auspicata riconversione contribuendo al reperimento dei fondi necessari che, fra recupero e riqualificazione del territorio e riconversione delle attività produttive, ammonterebbe a circa 80 milioni di euro (50 milioni di investimento pubblico e 30 di investimento privato) e a mantenere questo progetto fra quelli in Programma per il Potenziamento del Turismo e lo Sviluppo del Mezzogiorno;

·          l’1 dicembre 2006 si è conclusa, sembra definitivamente, l’attività estrattiva della pomice nell’isola di Lipari attraverso le società Pumex spa ed Italpomice spa, lasciando senza lavoro circa un centinaio di dipendenti (oltre l’indotto e un’altra decina che sono stati licenziati negli ultimi anni e non hanno trovato possibilità di reinserimento nel tessuto produttivo);

·          da allora, nonostante i tanti incontri e le tante promesse, nessuna azione concreta, né a livello Nazionale, né a livello Regionale, ha prodotto risultati e trovato soluzioni per i lavoratori del settore pomicifero di Lipari;

·          il silenzio sembra caduto, da tempo, sul Progetto di Riconversione della cave di pomice dell’isola di Lipari dopo la chiusura prima dell’Italpomice e poi della Pumex che ormai risale a diversi anni fa.

·          altrettanto silenzio è calato sulla cinquantina di dipendenti per i quali si sono venuti esaurendo, nel tempo, gli ammortizzatori sociali e che per protesta, da 7 giorni, hanno dato vita ad uno sciopero della fame nell’ufficio del Sindaco di Lipari;

 

PER SAPERE

 

§          Se il Governo della Regione Sicilia si sta operando attivamente per dare vita ad un accordo di Programma;

§          Se siano stati avviati fra la Regione Siciliana ed i Ministeri nazionali approfondimenti per trovare una soluzione per gli ex lavoratori del settore e per verificare come finanziare un eventuale e indispensabile Accordo di Programma per la riconversione dell’industria della pomice di Lipari;

§          Se ci siano mai state e continuino ad esserci le risorse per concorrere a realizzare questo Progetto di Riconversione, che rappresenterebbe la punta di diamante per una grande azione di sviluppo dell’intero Arcipelago eoliano (e sicuramente anche dei territori prospicienti), oggi in forte crisi occupazionale anche per le limitazioni della pesca e di un turismo che rimane fortemente stagionalizzato;

§        Se e come intendono intervenire, nell’immediato, il Governo Nazionale e quello Regionale per dare certezze sul proprio lavoro e sul proprio futuro ai 38 lavoratori e alle loro famiglie che da 7 giorni occupano la stanza del Sindaco di Lipari e attuano uno sciopero della fame che già ha fatto registrare serie preoccupazioni per la loro salute.


 
31/03/2010 :: Lettera a Bersani PDF Stampa E-mail
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Caro Segretario,
il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione, che non mancheranno di essere approfonditi nelle settimane che verranno.

A nostro avviso ci troviamo di fronte ad un momento della vita del nostro Paese, rispetto al quale s’impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell’impegno, una più partecipata attività politica ed una nuova consapevolezza riguardo l’effettiva portata dell’emergenza democratica in cui viviamo.
Il lavoro ordinario non basta più. I ritmi ortodossi sono troppo lenti. Le liturgie della casa sono stantie. I cartellini da timbrare sono sempre più falsati. L’imborghesimento ci tenta in continuazione ed arriva persino a coinvolgerci in scellerate trasversalità ammantate di riformismo.

I nostri valori fondanti rischiano di vacillare sotto i colpi della sfiducia e di un neo relativismo che intossica le nostre coscienze per condurci verso la più colpevole accidia.

Bisogna cambiare passo. Bisogna muoversi subito. Bisogna accedere ad una nuova dimensione del nostro impegno politico che anche noi parlamentari spesso non esprimiamo con la necessaria efficacia.
Serve un supplemento d’anima.

Ti poniamo l’esigenza di incontrarci subito per riflettere insieme. Per trovare, dopo una leale discussione, la giusta strada da percorrere per servire degnamente il nostro Paese.

Non intendiamo farci  consumare addosso i prossimi tre anni della legislatura, immersi in un attendismo fideistico che assegna al destino il compito di liberare l’Italia dal sultanato che la devasta.

Aspettiamo con fiducia una tua puntuale risposta, convinti che non trascurerai, né sottovaluterai, il valore ed il significato delle nostre riflessioni e dei nostri propositi.

Con molta cordialità.

A firma di:

SCANU
BOSONE
CAROFIGLIO
FILIPPI
LUMIA
ROSSI
TEDESCO
MOLINARI
GRANAIOLA
FERRANTE
ADAMO
FRANCO
VITA
GIARETTA
SERRA
DI GIOVAN PAOLO
DE LUCA
BIONDELLI
DEL VECCHIO
MUSI
SIRCANA
CASSON
LIVI BACCI
GARAVAGLIA
ANDRIA
PROCACCI
DONAGGIO
BAIO
LUSI
PINOTTI
DE SENA
PIGNEDOLI
PERTOLDI
ARMATO
RUSCONI
MAGISTRELLI
MARCUCCI
MAZZUCCONI
BERTUZZI
SERAFINI
MARINO MAURO MARIA
MARINO IGNAZIO
INCONSTANTE
NEROZZI
CARLONI
LEDDI
FIORONI
MARITATI
TREU

 
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