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30/06/2010 :: Com. Stampa: COMMISSARIAMENTO ACI MILANO: FILIPPI (PD) TROPPI INTERESSI POCO TRASPARENTI PDF Stampa E-mail
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Roma, 30 giugno 2010

COMMISSARIAMENTO ACI MILANO: FILIPPI (PD) TROPPI INTERESSI POCO TRASPARENTI
 
 
"il motto "tengo famiglia" è l'unico criterio applicato dal Ministro al Turismo, Michela Brambilla, per scegliere il commissario dell'ACI di Milano, e subito seguito anche nel formare la lista per il rinnovo dell'Ente."
 
Il capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi, interviene sulle polemiche nate sulle ultime vicende che hanno riguardato la gestione dell'ACI di Milano.

"Infatti il Ministro ha nominato commissario straordinario Massimilano Ermolli, in quanto figlio di un parlamentare del PDL, che poi ha provveduto ad eliminare dalla corsa per il rinnovo delle cariche l'unica lista concorrente alla sua. Guarda caso della stessa lista di Ermolli fanno parte il figlio del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ed il compagno del Ministro del Turismo, Eros Maggioni.

Forse non ci sarà nessuna violazione delle norme sul conflitto d'interessi, ma sicuramente un sospetto di interessi poco chiari nella nomina di Ermolli  e nelle sue scelte succesive c'è. In ballo ci sono tutti i soldi che genera il Gran Premio di Formula 1 di Monza ed un patrimonio immobiliare di altissimo valore.

Spero che ci sia un po' di pudore e si permetta almeno alla lista concorrente di partecipare alle elezioni per il rinnovo del Consiglio d'Amministrazione."
 
 
 
26/05/2010 :: Com. Stampa: MINACCE A PANICHI : FILIPPI (PD) GRANDE VICINANZA, SI INDAGHI PRESTO E A FONDO PDF Stampa E-mail
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Roma, 20 maggio 2010

MINACCE A PANICHI : FILIPPI (PD) GRANDE VICINANZA, SI INDAGHI PRESTO E A FONDO
 
Il capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi, ha espresso la propria solidarietà al responsabile del personale di Asa Livorno, Carlo Panichi, dopo la busta contenente un proiettile che gli è stata recapitata ieri.
 
"Si tratta di un gesto chiaramente intimidatorio che vuole colpire una persona stimata da tutti e che ha sempre svolto il suo lavoro con grande impegno e coscienza, come dimostrato anche dalla solidarietà espressa dai sindacati. A lui va tutta la mia solidarietà personale, come pure voglio esprimergli tutta la vicinanza e la stima per il  lavoro svolto per l'ASA.
 
Questa minaccia è da condannare fermamente ed in maniera assoluta e bisogna vigilare affinché non si possa ripetere.
 
Spero che si riesca a fare chiarezza presto sui motivi e sugli autori del gesto: bisogna capire quali sono le motivazioni tra le responsabilità che si è assunto come capo del personale nell'attività dell'azienda, anche per restitutire a lui e a tutti i lavoratori la necessaria serenità."
 
 
18/05/2010 :: Com. Stampa: CONTI PUBBLICI: FILIPPI (PD) NIENTE DA TAGLIARE SU GRANDI OPERE PDF Stampa E-mail
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Roma, 18 maggio 2010          

CONTI PUBBLICI: FILIPPI (PD) NIENTE DA TAGLIARE SU GRANDI OPERE
Tutte le nuove infrastratture sono ferme per mancanza di investimenti.

"In queste ore il Governo sta facendo circolare molte ipotesi sui tagli di bilancio necessari per far fronte alla nuova crisi che sta investendo l'area euro. Tra queste la meno credibile è quella dei tagli agli stanziamenti per le grandi opere: non perchè il Governo non intenda tagliare fondi in quel settore, ma perchè investimenti in quel settore non ne ha fatti e dunque non può tagliare ciò che non c'è."

Il capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi, commenta così le notizie sui tagli sulle risorse per le grandi opere.

"Le risorse per le autostrade sono al minimo, anche quelle per completare i lotti della Salerno - Reggio Calabria; sul Ponte sullo Stretto non è stato investito nulla, ed infatti i lavori sono totalmente fermi, si pagano solo i lauti stipendi della società di gestione; sulle ferrovie le risorse sono prese quasi solo dalle regioni e riguardano solo le carrozze; come pure per le metropolitane urbane i soldi arrivano dall'Europa e non si possono spostare, tranne che a Parma dove sono già stati dimezzati. Resta solo l'Expo 2015, dove lo Stato paga un doppio stipendio ad un deputato per lavorare per lo Stato, ma li Berlusconi dovrà fare i conti con i suoi più fedeli alleati, interni ed esterni, che non vorranno certo mollare nulla.
E' bene che questo balletto finisca e che il Governo annunci subito in quale direzione intende procedere, per evitare che la sequenza di voci faccia altri danni."
 
 
 
03/05/2010 :: Com. Stampa: SICUREZZA STRADALE: FILIPPI (PD) EMENDAMENTO AUTO BLU TUTELA SOLO PRIVILEGI PDF Stampa E-mail
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Roma, 03 maggio 2010          

SICUREZZA STRADALE: FILIPPI (PD) EMENDAMENTO AUTO BLU TUTELA SOLO PRIVILEGI
PD contrario ma maggioranza non ha voluto cambiare
  

"Sull'emendamento che istituisce una patente speciale per chi guida le auto blu il PD si è battuto in Commissione, ed ha votato contro. Ma siamo riusciti solo ad ottenere che la norma sia soggetta ad un preciso regolamento del Ministro dei Trasporti."
Il capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi, interviene sulle polemiche nate dopo l'emendamento del PDL che istituisce una patente speciale per che guida le auto blu.

"La norma proposta dal PDL non è vero che tutela il lavoratore, è anzi un ulteriore incentivo per chi viaggia sulle auto blu a chiedere all'autista di violare il codice della strada. Già ora esistono delle norme per tutelare chi guida, per esempio facendo presente le motivazioni della violazione ed evitando così, solo se le motivazioni sono fondate, il taglio dei punti. Con la nuova norma non esisterà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici e gli autisti sostanzialmente non potranno più rifiutarsi.

Questa norma fa il paio con quella sull'aumento della velocità massima in autostrada, la filosofia che anima chi propone queste cose è che chi può corre, gli altri, i meno privilegiati, rispettano le norme e la sicurezza. Ma troppo spesso chi sulla strada non rispetta le norme di sicurezza fa danni più agli altri che a se stesso."


 
Decreto Legge Protezioni Obbligatorie Motociclisti
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Decreto Legge Protezioni Obbligatorie Motociclisti




Carissimi motociclisti o appassionati delle due ruote,

Voglio informarvi che ho ritirato l'emendamento 20.2 che riguardava l'obbligatorietà delle dotazioni di sicurezza per motocicli e ciclomotori.

Ho voluto ritirarlo nonostante una sua riscrittura comportasse soltanto l'obbligo del paraschiena solo per i motocicli di grossa cilindrata oltre i 35 kw e sul quale si era registrata l'unanimità dell'intera commissione.
Voglio anche segnalare come sia stato ritirato successivamente al mio, anche analogo emendamento da parte di esponenti della maggioranza.

Voglio cogliere l'occasione però anche per motivare le ragioni del ritiro dell'emendamento.
Tengo a precisare che non è derivato da un scelta di comodo per recuperare consenso, (il vostro peraltro credo irrimediabilmente perso!) e neppure per il venire meno di convinzioni che rimangno sostanzialmente intatte, ma piuttosto dalla consapevolezza che alcune delle vostre mail, sinceramente non tutte condivisibili (anzi alcune censurabili e censurate proprio per offese e contumelie assolutamente gratuite) mi hanno fatto ritenere necessaria una differente temporalizzazione del provvedimento e di una sua eventuale applicazione con maggiore gradualità.
Soprattutto è vero che esistono priorità di intervento sulla sicurezza stradale e che non tutte queste possono essere attivate contestualmente.

In particolare per quanto continuo a ritenere necessaria una maggiore protezione dei conducenti delle due ruote con dotazioni di sicurezza personali ritengo ancora prima necessario un miglioramento sostanziale delle condizioni delle infrastrutture stradali (manti drenanti, guard rail e segnaletica) che il procedimento in esame peraltro si propone e su cui interviene grazie al nostro apporto in maniera sostanziale destinando quote rilevanti dei proventi scaturiti dalle sanzioni amministrative per le infrazioni al codice della strada.

Ritengo infine che un provvedimento di impatto come si è rivelato quello proposto con l'emendamento abbia bisogno di un confronto, magari anche aspro, ma supportato da più solide basi statistiche e scientifiche.
 
Il nostro gruppo in Commisssione al Senato si adopererà per farlo già da oggi.
 
Colgo quindi l'occasione per salutarvi cordialmente e manifestando l'auspicio di un incontro, possibilmente dal vivo, con chi di voi ne abbia l'intenzione e l'interesse proprio per un confronto sul tema della sicurezza stradale in generale e delle dotazioni di sicurezza personale per le due ruote in particolare.

Ringrazio comunque tutti voi del contributo che avete offerto  al lavoro di esame del provvedimento sulla sicurezza stradale salutandovi con la massima cordialità.

Marco Filippi

 
23/03/2010 :: Com. Stampa: DOPPI INCARICHI: FILIPPI (PD), NESSUN PARLAMENTARE PUO' FARE ANCHE L'AMMINISTRATORE PUBBLICO PDF Stampa E-mail
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Roma, 23 marzo 2010          

DOPPI INCARICHI: FILIPPI (PD), NESSUN PARLAMENTARE PUO' FARE ANCHE  L'AMMINISTRATORE PUBBLICO  

Il sen. Marco Filippi, capogruppo del PD in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato, ha ha presentato un'interrogazione parlamentare al Presidente del Coniglio, ai ministri della giustizia e dell'interno, per chiedere maggiori controlli e nuove norme sulle incompatibilità tra l'incarico di parlamentare e quello di amministratore pubblico. "Ad uno screening sommario sono almeno 24 i parlamentari con un doppio incarico, alcuni anche triplo. Dal 2002 ad oggi il centrodestra ha reintrepretato a proprio favore , come spesso fa, una norma chiarissima che impedisce ai membri del Parlamento di essere anche amministratori di enti locali con più di 20 mila abitanti. Ovviamente chi si dedica a questa collezione di incarichi lo fa solo per ambizione e forse anche per evitare che sul suo lavoro si possano fare tutti i controlli di legalità. In più dalla trasmissione Report di domenica scorsa abbiamo appreso che alcuni di questi parlamentari, Cutrufo, De Leo ed Antoniozzi, si fanno anche liquidare una indennità per questi incarichi, malgrado ci sia una legge che lo vieti esplicitamente: la 1261 del 1965. Questa seconda legge non è interpretabile da nessuno, chi percepisce quelle somme lo fa illegalmente e dovrebbe smettere di incassarle e restituire quelle che ha preso fino ad ora.
Il Governo deve dire come la pensa su questo vero scandalo ed attivarsi per segnalare al Parlamento tutti i casi di nuove incompatibilità che si dovessero registrare dopo la prossima tornata elettorale."

In allegato l'interrogazione integrale.


 
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