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22/07/2010 :. ANSA: AUTOTRASPORTO: GOVERNO, NUOVE NORME? PENSATE A GOLPE IN CILE PDF Stampa E-mail
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AUTOTRASPORTO: GOVERNO, NUOVE NORME? PENSATE A GOLPE IN CILE
(V. TIRRENIA: DL; OK SENATO A EMENDAMENTO...DELLE 12,05)

   (ANSA) - ROMA, 21 LUG - Perche' si introducono norme
sull'autotrasporto in un decreto messo a punto per favorire la
privatizzazione della compagnia marittima Tirrenia? Alla domanda
posta dall' opposizione che da ieri nell' Aula del Senato
protesta per il maxi emendamento del governo che introduce, in
sostanza, il decreto su camion e tir, varato dal Consiglio dei
ministri venerdi' scorso, in un provvedimento che riguarda le
navi risponde il sottosegretario ai  Trasporti Bartolomeo
Giachino che arriva ad evocare il golpe in Cile del 1973
''scatenato da uno sciopero dei camionisti''.
 Forse il richiamo storico alla fine cruenta del governo Allende
e' un buon argomento, secondo il governo, per tacitare le
obiezioni  della sinistra.
 ''Sappiamo che dal 1973 in poi, dal momento del golpe cileno
scatenato da uno sciopero dei camionisti - osserva Giachino -
l'autotrasporto dispone di un potere e di armi che nessun altro
ha nell'economia. Lasciare scattare il fermo dei Tir vuol dire
creare una situazione nella quale la politica e tutto il Paese
sono in difficolta' ed in condizioni di debolezza''.
   Il sottosegretario poi ricorda che ''in Francia il ministro
Gayssot, per chiudere un blocco dei Tir che duro' giorni e
giorni, adotto' dei provvedimenti molto piu' severi di quelli di
cui discutiamo in questo emendamento''. Mentre, ''il governo
Prodi, che nel 2007 subi' e lascio' scattare un blocco dei Tir,
pur di chiudere quel blocco il terzo giorno concesse 12 punti
tra i quali, altro che controriforma dell'autotrasporto, le
tariffe antidumping, che sono il contrario della
liberalizzazione adottata in questo Paese nel 2005''.
  Ma le argomentazioni del sottosegretario non hanno fatto
breccia e il senatore del Pd Marco Filippi ha replicato: ''il
paragone con il Cile e' fuori luogo''.(ANSA).
 
23/02/2010 :: Interrogazione su Ecoincentivi PDF Stampa E-mail
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Atto n. 4-02735
Pubblicato il 23 febbraio 2010
Seduta n. 339

FILIPPI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:
al vertice mondiale sul clima di Copenhagen i capi di Stato si sono impegnati per il contenimento dei gas serra al fine di scongiurare una crisi irreversibile del pianeta;
l'Italia è molto indietro per quanto riguarda i processi di riconversione dell'economia verso un più attento rispetto dell'ambiente;
diventa pertanto improcrastinabile cercare di ridurre gli inquinanti derivanti dalla circolazione di veicoli, che producono alte percentuali di anidride carbonica;

i Sindaci di Milano e Torino hanno proposto ai colleghi dei Comuni appartenenti alla Pianura Padana di procedere al blocco delle le auto il 28 febbraio. Un provvedimento atto a contenere la sempre più grave emergenza inquinamento che affligge le città del Nord Italia: 19 milioni di persone rimarranno "a piedi". La richiesta ha lo scopo di ridurre i livelli di inquinamento, il PM10, fissato per legge in 50 milligrammi per metro cubo, è ogni giorno abbondantemente e ripetutamente superato;
dal 1° gennaio 2010 sono venuti meno gli ecoincentivi che hanno permesso agli italiani di acquistare oltre un milione (1.059.504) di autovetture, secondo quanto riportato dall'Automobile Club d'Italia sulla base degli archivi del Pubblico registro automobilistico, con un incremento del 357 per cento per le vetture alimentate a gpl;
le disposizioni contenute in particolare nella legge finanziaria per il 2009 miravano a stimolare il mercato dell'auto con una decisa politica di ecoincentivi diretti soprattutto alla riduzione delle emissioni inquinanti, di cui le vetture alimentate a gpl rappresentano una delle categorie direttamente interessate,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano che gli ecoincentivi possano costituire un intervento di sostegno alla produzione e all'acquisto di gran lunga preferibile rispetto al costo che lo Stato rischia comunque di dover assumere in termini di attivarsi della cassa integrazione guadagni conseguentemente alla riduzione delle vendite delle autovetture;
se non ritengano che il sostegno all'installazione degli impianti di gpl e metano per auto siano una misura di maggiore sostenibilità ambientale per la mobilità urbana e di conseguenza di maggiore tutela della salute per la popolazione residente nelle metropoli e nei grandi centri urbani.

 
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