La nuova bozza di riforma della L.84/94 (clicca qui per visualizzare il testo di legge in una nuova finestra) come concordato in comitato ristretto con il Presidente della Commissione Luigi Grillo, relatore del provvedimento si arricchisce di una ulteriore evoluzione .
I principali punti che sono stati soggetti a modifica rispetto al testo del 30 Luglio riguardano :
·La procedura di nomina dei presedenti delle autorità portuali
·La sdemanializzazione delle aree portuali
·La normativa sulla disciplina delle concessioni
·L’autonomia finanziaria
Le posizioni condivise e rappresentate pubblicamente anche nelle iniziative di Civitavecchia, Livorno e Genova, tra maggioranza e minoranza sui temi richiamati, sono state le seguenti:
Il documento d’indirizzo presentato dal Ministro Matteoli il 1 luglio, all’8°commissione del Senato, sulla riforma della legislazione portale L.84/94 costituisce una rilevante novità di cui voglio tratteggiare brevemente gli aspetti più significativi dal punto di vista politico.
Innanzi tutto il riconoscimento del ruolo che gli è proprio al Parlamento e alle sue commissioni, aspetto non certo banale di questi tempi !
Tre, infatti, erano i disegni di legge di riforma alla legge 84/94, e nonostante l’iter avviato e le consultazioni effettuate, il Ministro avrebbe potuto benissimo presentare un suo articolato e blindare su di esso la maggioranza, in genere ossequiosa al proprio governo, quella attuale particolarmente prona!!!
Il Ministro ha invece riconosciuto il percorso intrapreso dall’8° commissione al Senato e ha presentato il proprio documento di indirizzo, mettendo a disposizione della commissione, i Dirigenti e i funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la redazione di un testo che, negli auspici, possa costituire la sintesi dei disegni di legge presentati e sia in coerenza con il proprio documento d’indirizzo.
FILIPPI MARCO, FINOCCHIARO, ZANDA, LA TORRE, CAROFIGLIO, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MARITATI, MONGELLO, MORRI, PAPANIA, PROCACCI, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Premesso che,
l'Autorità portuale di Bari, una delle più importanti del Paese per dimensioni e traffico di merci e passeggeri, è al centro di una vicenda istituzionale che rischia di paralizzarne l'attività;
l'Autorità portuale, nel luglio 2004 ha costituito una società denominata "Bari Porto Mediterraneo", ai sensi dell'articolo 6, comma 6, della legge n. 84 del 1994, allo scopo di supportare le funzioni istituzionali dell'Autorità stessa;
alla BPM vennero concessi, con affidamento diretto, per una durata ventennale, i servizi di interesse generale quali la gestione delle stazioni marittime ed i servizi di supporto ai passeggeri;
in virtù della concessione, alla società BPM fu riconosciuta di fatto la possibilità di fruire del 50 per cento degli introiti per le tariffe compensative per l'utilizzo delle stazioni marittime del porto di Bari, che rappresentano oltre il 70 per cento dell'insieme degli introiti del porto, senza alcun obbligo di investimento e di standard di servizio;
La crisi in atto offre una "curvatura" nuova all'analisi e alle prospettive dell'intero settore marittimo-portuale e probabilmente non solo a quello. Una crisi che chiama direttamente in causa l'intervento e l'azione pubblica dei governi nazionali con uno stock di misure importanti sia qualitativamente che quantitativamente: dalla predisposizione di ammortizzatori sociali a chi non ne dispone, a interventi di sostegno e ricapitalizzazione, a significativi comparti della produzione e del credito.
Una crisi che vede i governi, dei principali paesi europei, seguire l'imponente sforzo statunitense, assecondandolo con interventi straordinari qualificabili dal 3 al 5% del Proprio PIL; regioni ed Enti Locali che predispongono interventi per rafforzare i propri sistemi di welfare; mentre il nostro Governo è sorprendentemente immobile, quasi ne aspettasse la deflagrazione. Occorre una manovra aggiuntiva che noi indichiamo in almeno 1% del PIL (15-16 mld di risorse vere e subito!).
Ai componenti del Gruppo di
Lavoro sulla portualità
Direttiva del Ministro sulla fornitura lavoro temporaneo: considerazioni e proposte.
La Direttiva del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla fornitura del lavoro temporaneo nei porti si configura come uno degli adempimenti attuativi della legge 84/94.
A differenza di quanto descritto in premessa dalla citata Direttiva – “Ritenuto, nelle more dell’adozione di una nuova normativa quadro sui porti, che sia necessario addivenire alla completa attuazione delle disposizioni relative all’assetto del lavoro portuale contenute nella legge n. 84 del 1994 e successive modifiche” – la stessa attua l’art. 17, limitatamente alla fornitura del lavoro temporaneo, senza tenere conto che lo stesso articolo 17 è stato modificato in alcune parti dalla legge 247/2007, art. 87, lettere a), b) e c) che crea una distinzione tra i porti grandi e i piccoli porti, ove operano imprese con un organico fino a 15 addetti.
Quanto rilevato dal decreto del Ministro: “che in alcuni porti si registri una non conformità al modello dell’organizzazione del lavoro portuale delineato dalla legge 84/94” è senz’altro vero, ma ciò deriva dal fatto che alla legge non è stata ancora, pur a distanza di molti anni, data completa attuazione in diverse parti, tra queste quella riguardante l’organizzazione del lavoro portuale. (Tema che deve restare, con la sicurezza sul lavoro e la concorrenza, tema di legislazione statale di rilievo nazionale).
Infatti non è stato ancora emanato il Decreto interministeriale (Infrastrutture e Trasporti e Lavoro e Previdenza Sociale), previsto dal comma 5 dell’art. 17, con il quale “sono adottate le norme per l’istituzione e il funzionamento dell’Agenzia” per le prestazioni di lavoro temporaneo.