FILIPPI Marco(PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPI Marco (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, sarebbe indubbiamente un atto di sciacallaggio politico, sconsiderato e inaccettabile affermare che se l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, dopo essere stata varata sul finire della scorsa legislatura, fosse entrata subito a regime, la sciagura di Viareggio sarebbe stata evitata. Un'affermazione questa, è subito bene dire, che non ci sfiora nemmeno lontanamente il pensiero, né ci turba minimamente.
Però non possiamo non rilevare come, da dopo quella drammatica tragedia, la politica, quella fatta non di vuota retorica o solo belle parole, ma piuttosto quella che alle necessarie dichiarazioni e agli impegni assunti, nelle solenni Aule parlamentari, fa seguire gli atti corrispondenti e coerenti, ha fatto da allora passi concreti in questa direzione e l'atto oggi in approvazione ne è un ulteriore suggello.
Non a caso avevamo segnalato in Commissione la nostra piena disponibilità ad approvare il provvedimento in sede deliberante e non a caso, coerentemente, non abbiamo presentato un solo emendamento. Potrei aggiungere che, non a caso, il primo firmatario di questo disegno di legge è l'onorevole Meta, nostro Capogruppo in Commissione trasporti alla Camera, anche se il provvedimento, come è stato ricordato dal collega De Toni, in origine, a onor del vero, conteneva misure assai più qualificanti per il trasporto ferroviario, a partire dalla destinazione di un centesimo di euro delle accise sui carburanti per finanziare l'acquisto di mille treni. La storia prima o poi darà comunque ragione a questa semplice e sensata intuizione, fondamentale per il riequilibrio modale dei sistemi di trasporto del nostro Paese.
Possiamo comunque affermare, senza tema di smentita, che il tempo trascorso dalla tragedia di Viareggio ad oggi non è passato invano. Oggi con questo atto consentiamo all'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie di andare il più rapidamente a regime, completando i propri organici con il personale necessario, anche in deroga alle disponibilità reperibili esclusivamente nell'ambito dei ruoli organici delle Ferrovie dello Stato.
Ciò è stato possibile anche grazie al fatto che l'Agenzia ha ben operato nella sua breve attività, come recentemente abbiamo avuto modo di apprezzare proprio in 8a Commissione, a partire dai limiti di velocità imposti ai treni merci che trasportano merci pericolose, durante il loro attraversamento nei centri urbani, fino ad arrivare agli atti più complessi e articolati riguardanti la tracciabilità delle operazioni di controllo e delle loro modalità, in specie sulle manutenzioni dei carri, identificando puntualmente l'accertamento delle responsabilità in ordine allo stato di sicurezza del singolo trasporto ferroviario. (Brusìo). PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, a questo punto sospendo la seduta. È uno degli ultimi interventi, un po' di contegno; non abbiatene a male, diamo un po' di contegno a questa Aula. Nemmeno un'assemblea condominiale è così chiassosa. FILIPPI Marco(PD). Grazie, Presidente, mi avvio a concludere.
Come dicevo, si tratta di attività non semplici, come avemmo modo di comprendere all' avvio delle molteplici inchieste proprio sulla tragedia di Viareggio, in contesti cioè di liberalizzazione dei trasporti e dei servizi ad essi correlati, talvolta anche asimmetrici tra gli stessi Stati membri, e in scenari sempre più caratterizzati da complesse misure di convergenza per garantire un'effettiva interoperabilità internazionale.
Ma l'atto di oggi ha anche un suo valore paradigmatico nell'enunciazione di un modello con cui sia più credibile l'affermazione dei processi di liberalizzazione in atto nel Paese, che invece, come ci ha segnalato l'Antitrust nella sua recente relazione al Parlamento e al Governo, mostrano ancora la corda a distanza di molti anni dal loro avvio. È infatti sempre più necessario, se vogliamo che questi processi abbiano successo, costituire soggetti di regolazione e di vigilanza sempre più autorevoli e indipendenti dagli ex monopolisti e dagli eventuali soggetti, come si dice in gergo, in condizione di posizione dominante. Il rischio che il nostro Paese corre, nei molteplici campi in cui questi processi sono stati avviati, è quello di vedere fortemente attenuati o totalmente disattesi i benefici previsti, tanto per i clienti-utenti di questi servizi (in termini di aumento e miglioramento dei servizi, ma anche di riduzione dei costi), quanto sul piano dell'effettiva concorrenza per la contendibilità dei servizi nel mercato o del mercato dei servizi.
È questo anche il caso dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, chiamata a confermare il buon lavoro fino ad ora effettuato, tanto più da oggi, con la messa a disposizione degli strumenti per reperire il personale necessario fino al completamento degli organici e conferendo a questo la necessaria certezza dell'inquadramento contrattuale: il tutto, come è stato ricordato e come recita il provvedimento, ad invarianza di spesa per lo Stato.
Per tutte queste ragioni, signor Presidente, come è evidente, il nostro voto non può che essere convintamente favorevole. (Applausi dal Gruppo PD e dai banchi del Governo).
Premesso che,
nella mattinata del 12 aprile 2010, si è verificato alle ore 9.05 un drammatico incidente ferroviario in Provincia di Bolzano, sulla linea ferroviaria della Val Venosta nel tratto tra le località di Laces e Castelbello, che ha provocato, finora, la perdita accertata di 9 persone e il ferimento di altre 28, di cui 7 in modo gravissimo. Quattro persone risultano ancora disperse;
il piccolo convoglio, composto solo da tre di vagoni, affollato di pendolari e studenti, era partito dalla località di Malles alle 8.20 e sarebbe dovuto arrivare a Merano alle 9.43;
la linea ferroviaria su cui è avvenuto l'incidente era stata inaugurata nel 2005 e secondo quanto riportato dai responsabili, pur essendo a binario unico, era finora considerata una delle più moderne dell'Alto Adige in quanto munita di un sistema di sicurezza che provvede a un blocco automatico nel caso della caduta di una frana sulla massicciata;
secondo le prime ricostruzioni effettuate da geologi della provincia di Bolzano, l'incidente sarebbe stato provocato da una enorme frana di circa 400 metri cubi per una larghezza di 15 metri che ha investito e provocato il deragliamento del treno regionale 108 di proprietà della società di trasporti Sad, in un punto in cui i binari attraversano una stretta gola;
a provocare la frana sarebbe stata la rottura di un tubo per l'irrigazione dei campi a monte della massicciata, che ha bagnato pesantemente il terreno sottostante, rendendolo nel breve volgere di alcuni giorni instabile fino a farlo franare;
il vagone in testa al convoglio è stato completamente distrutto e ricoperto dal terriccio e soltanto la presenza di due pini di alto fusto poco al di sotto della linea ferroviaria ha impedito lo scivolamento del treno nella scarpata della gola e fino al fiume sottostante, fatto che avrebbe provocato ulteriori vittime;
le operazioni di salvataggio coordiante dai soccorritori, avvenute in una situazione di estremo pericolo, hanno assicurato il salvataggio dei passeggeri feriti;
Considerato che,
il tema della sicurezza nel trasporto ferroviario necessita di garanzie e certezze in particolar modo per il cosiddetto servizio universale, ovvero per gli oltre due milioni e seicentomila pendolari che quotidianamente usano questo mezzo di trasporto per scelta o necessita;
numerose sciagure ferroviarie accadute nel corso degli ultimi anni, ed in particolare quella recente di Viareggio, evidenziano che sul tema della sicurezza il nostro sistema di trasporto ferroviario non ha ancora compiuto decisivi passi in avanti;
si chiede di sapere dal Ministro se intenda confermare le prime ricostruzioni effettuate sulla dinamica dell'incidente in Val Venosta, che imputano le cause dell'incidente alla rottura di un tubo a monte della linea ferroviaria e se vi siano altre concause;
se non ritenga inadeguata la dotazione di sicurezza sulla linea ferroviaria della Val Venosta tra le località di Malles e Merano, che per lunghi tratti risulta esposta alla caduta di massi e priva di adeguate barriere di protezione;
se intenda chiarire quale sia il soggetto responsabile del controllo della sicurezza sul tratto ferroviario nel quale si è verificato l'incidente e quali iniziative tale soggetto abbia finora posto in essere per garantire la piena sicurezza della linea medesima;
se intenda chiarire quali iniziative abbia finora predisposto per rafforzare il ruolo e i compiti dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, la quale, benché operativa dal giugno del 2008, risulta ancora priva dei poteri di vigilanza sulla sicurezza ferroviaria ancora di fatto in capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alle ferrovie dello Stato;
se non ritenga opportuno istituire anche nel nostro Paese un'Authority indipendente sui Trasporti, con compiti di regolamentazione del settore del trasporto ferroviario, di controllo degli investimenti per il miglioramento delle condizioni di gestione della rete e di erogazione di sanzioni a carico dei soggetti gestori della rete.
Grazie signor Presidente, rappresentanti del Governo, Ministro, Onorevoli colleghi,
Abbiamo richiesto e fortemente voluto questo momento di discussione nell’aula del Senato, perché potesse essere un’occasione di riflessione, meditata, ma anche e soprattutto un momento di impegno, sui temi della sicurezza ferroviaria.
Una sicurezza che il tragico evento di Viareggio, ha riproposto con violenza agli occhi dell'opinione pubblica in tutta la sua drammatica evidenza.
Abbiamo denunciato, invero non da soli, più di una volta, ancor prima dei fatti di Viareggio, che sul tema della sicurezza nei sistemi di trasporto ferroviario, occorreva alzare il livello di attenzione perché il livello di guardia si era pericolosamente abbassato.
Lo abbiamo sempre fatto con compostezza, senza strumentalizzare fatti o circostanze che abbiamo però denunciato con la massima determinazione. Cosa che abbiamo intenzione di
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Filippi Marco. Ne ha facoltà. *FILIPPI Marco(PD). Signora Presidente, signor ministro Matteoli, signor vice ministro Castelli, onorevoli colleghi, vogliamo anzitutto unirci a coloro che hanno già espresso cordoglio, solidarietà ed autentica vicinanza ai congiunti, ai familiari, ai parenti delle vittime e di coloro che stanno ancora lottando tra la vita e la morte in condizioni disperate. Dico subito che il nostro Gruppo non si accomuna invece a coloro che in queste ore non hanno perso l'occasione per speculare, talvolta anche a sproposito, sull'immane tragedia che ha coinvolto e sconvolto la città di Viareggio.
Le immagini che ieri si sono palesate sono state davvero quelle di un day after. Ciò nonostante, con altrettanta fermezza e determinazione affermo che non permetteremo che il livello della sicurezza - concetto in sé assai complesso, prepotentemente chiamato in causa dalla vicenda in questione e che ha avuto in tempi anche recenti eventi analoghi che noi non rimuoviamo, né dimentichiamo e che solo per più fortuite circostanze non hanno determinato analoghe tragedie - nel nostro Paese possa venir meno, che la verità possa non essere appurata o che i responsabili siano tolti dal banco degli imputati.
Ritengo mi sia chiesto con questo intervento di tracciare (dal punto di vista della commissione trasporti e infrastrutture al Senato) il lavoro svolto in questo primo anno della nuova legislatura, non solo come un primo e inevitabilmente approssimativo bilancio del’attività svoltae delle prospettive di lavoro in atto, quanto piuttosto credo la necessità di analizzare i principali temi di discontinuità nel cambio di segno da una legislatura ad un’altra, per offrirli alla riflessione successiva.
Discontinuità che offrono invero molteplici spunti di riflessione su cui poggiare, per una concreta strategia politica in questo settore, in grado di permetterci di calibrare adeguatamente il nostro rapporto da un lato con l’opinione pubblica dall’altro con il governo e la maggioranza che lo sostiene.
Strategia che purtroppo, lo dico chiaramente, ancora sfugge e non risulta adeguatamente identificabile, a mio avviso, anche a causa di un ruolo specifico che il partito era, ed è, chiamato a svolgere di concerto con i gruppi parlamentari.
Ritengo però, vi siano oggi, ad un anno dall’ avvio di questa legislatura, tutte le condizioni per realizzare un proficuo lavoro in questo senso, spero proprio grazie anche al lavoro che gli organismi (delineati nella precedente relazione) potranno consentirci.
Una legislatura quella attuale che si è aperta con due rilevanti novità per quanto riguarda il settore dei trasporti.
Da un lato la riunificazione dei due dicasteri dei Trasporti e delle Infrastrutture, che aveva invece conosciuto con noi (nella precedente legislatura) un’infausta separazione, recuperando così un’integrazione indispensabile dei due settori funzionali ad una visione più organica delle politiche ad essi sottese.