(2262)Conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, recante disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo(Relazione orale)(ore 9,38)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni,del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, recante disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.100 (testo corretto).
FILIPPI Marco(PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPI Marco (PD). Signor Presidente, dopo una discussione sviluppatasi probabilmente in termini non puntuali, vorrei effettuare un ultimo accorato e sicuramente inutile tentativo di persuadere il relatore e il Governo a ritirare l'emendamento.
A tal proposito, prima di segnalare anche altre due o tre questioni, richiamo l'attenzione dell'Aula sulla segnalazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato trasmessa al presidente Schifani il 15 luglio scorso, di cui leggo le parti più significative, e mi rivolgo in particolare al sottosegretario Giachino: «L'Autorità è ampiamente consapevole della specificità del settore dell'autotrasporto e, in particolare, del fatto che il confronto competitivo non debba
Filippi, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Ranucci, Sircana, Vimercati al Presidente del Consiglio dei Ministri
Ai Ministri per le politiche comunitarie, delle infrastrutture e trasporti, dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze e della giustizia
Premesso che,
in recenti dichiarazioni rilasciate ad organi di stampa, l'amministratore delegato di Atlantia Spa, dott. Giovanni Castellucci, ha sostanzialmente affermato che in conseguenza all'investimento effettuato da Atlantia in Alitalia, per un ammontare pari a 100 milioni di euro, il Governo Berlusconi avrebbe adottato alcune misure che avrebbero favorito Autostrade per l'Italia Spa, controllata dalla stessa Atlantia;
in attuazione del comma 1023 dell’art.1, della legge 296/2006 (Legge Finanziaria 2007) è stata emanata in data 30 luglio 2007, con decreto del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, una direttiva che statuisce, tra l’altro, che l’Anas provvede a:” ad una nuova articolazione della struttura organizzativa dell’Ispettorato Vigilanza Concessioni Autostradali, la cui missione è quella di assicurare il rispetto formale e sostanziale degli obblighi contrattuali assunti dai concessionari autostradali, gestendo le attività di Alta Sorveglianza e di verifica ispettiva, fornendo un adeguato livello di informazione al Governo e al Parlamento sulle concessioni autostradali, nonché verificando annualmente tariffe e la definizione di standard di progettazione, manutenzione e costruzione per il mantenimento di adeguati livelli di sicurezza del trasporto autostradale, nel rispetto delle condizioni contrattuali, della normativa vigente e secondo le linee di indirizzo stabilite dal Ministero delle infrastrutture”;
l’Anas a capo dell’Ispettorato Vigilanza Concessioni Autostradali ha nominato l’arch. Mauro Coletta, già Direttore Centrale della Direzione Centrale Autostrade dal 2002;
l’operato dell’Anas, per il tramite dell’Ispettorato Vigilanza Concessioni Autostradali, ed in particolare le modalità ed i contenuti della convenzione sottoscritta il 7 ottobre 2007 tra l’Anas e la Società Autostrade per l’Italia Spa, successivamente approvata con legge n. 101/2008, è stato pesantemente censurato dal NARS (Organo di consulenza del Cipe) che ha rilasciato un parere negativo su tale convenzione;
l’arch. Mauro Coletta è stato nominato dall’Anas quale Presidente della società Concessioni Autostradali Lombarde Spa, costituita in data 19 febbraio 2007 in attuazione della Legge Finanziaria 2007, avente ad oggetto le attività di soggetto concedente per le iniziative autostradali relative al collegamento autostradale Brebemi, alla Tangenziale esterna Est di Milano ed alla Pedemontana Lombarda;
l’architetto Mauro Coletta, come risulta dall’articolo pubblicato sul quotidiano la Stampa di Torino del giorno 10 marzo 2009, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria avviata dai pubblici ministeri Cesare Parodi e Paolo Toso sugli appalti connessi ai giochi olimpici di Torino 2006, è stato rinviato a giudizio dal Gup Sandra Recchione per concorso in abuso di ufficio e turbativa d’asta;
si chiede di sapere:
quali siano gli illeciti contestati all'architetto Mauro Coletta sui quali il giudice dibattimentale dovrà pronunciarsi nell'ambito dell’inchiesta giudiziaria avviata dai pubblici ministeri Cesare Parodi e Paolo Toso sugli appalti connessi ai giochi olimpici di Torino 2006;
se corrisponde al vero che l’architetto Mauro Coletta sia stato proposto alla nomina di Commissario Straordinario per la realizzazione della Variante di Valico affidata in concessione alla società Autostrade per l’Italia Spa;
se nella valutazione della proposta si è tenuto conto da un lato, dell’oggettiva incompatibilità e conflitto di interessi del candidato, in considerazione delle censure riportate in premessa sull’operato dello stesso, e dall’altro, della gravità delle accuse rivolte nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria tuttora in corso, che potrebbero ledere il ruolo di indipendenza e di terzietà proprio di un Commissario Straordinario;
se tale incarico, qualora fosse conferito, sia retribuito - e in quali termini - oppure no, come ad esempio è già avvenuto correttamente per la recente nomina a Commissario Straordinario del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia per la realizzazione della terza corsia sull’autostrada A4 Venezia-Trieste;
se il Governo, in attesa dell’esito del procedimento penale in corso che vede coinvolto anche l'architetto Mauro Coletta, non ritenga opportuno intervenire presso l'Anas affinché, per ragioni di mera opportunità e trasparenza, disponga l'immediata sospensione dell'architetto Mauro Coletta da tutti gli incarichi attualmente ricoperti all'interno dell'Anas e delle società ad essa collegate.
RANUCCI , FILIPPI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che:
il territorio calabrese è idrogeologicamente fragile come dimostrano i fatti accaduti negli anni scorsi: nel 1996 l'alluvione del fiume Esaro a Crotone con sei vittime ed ingenti danni; nel 2000 l'alluvione del fiume Beltrame a Soverato con 13 vittime e rilevanti danni; nel 2005 la frana di Cavallerizzo nel comune di Cerzeto; nel 2006 l'alluvione di fango a Bivona con quattro vittime;
il Piano di assetto idrogeologico dalla Regione Calabria, sin dal 2001, metteva in evidenza come il 68 per cento dei comuni calabresi ha un’area a rischio frana, con possibile perdita di vite umane, visto che gli smottamenti interessano direttamente i centri abitati o zone limitrofe;
negli ultimi mesi sul territorio della Calabria si sono abbattute piogge torrenziali, per effetto delle violente perturbazioni, paragonabili a tempeste tropicali che hanno devastato vasti territori della regione, registrando danni enormi e consistenti;
nella notte di domenica 25 gennaio 2009, un furgone è stato travolto da una frana avvenuta nei pressi dello svincolo di Rogliano Grimaldi, sulla Salerno-Reggio Calabria, e ha provocato due morti e cinque feriti. Lo smottamento è stato causato dal crollo di un muro di sostegno sulla carreggiata sud;
da molto tempo vengono segnalati rischi idrogeologici proprio sulla Salerno-Reggio Calabria in particolare tra Falerna e Cosenza, ma nessuno è mai intervenuto, come dichiara il presidente dell’Ordine dei geologi della Calabria, Paolo Cappadona;
la Calabria necessita di adeguati e corretti interventi strutturali e servizi essenziali che tutelino il cittadino e costituiscano presupposti indispensabili per il controllo e la vigilanza del territorio, molto spesso devastato dalla cattiva gestione e dall’incuria dell’uomo;
le organizzazioni malavitose in Calabria, concentrate fortemente nel settore dei lavori pubblici, come si evince dalle tante inchieste svolte dagli organi di polizia, a causa delle soffocanti richieste di tangenti costringono le imprese molto spesso a subappaltare i lavori a società di comodo che non sempre si attengono al capitolato d'appalto per quantità e qualità di materiali,
si chiede di sapere:
se il Governo intenda dichiarare lo stato di calamità naturale sull’intero territorio della Calabria ed intervenire immediatamente con mezzi, uomini e risorse sufficienti a ridare stabilità e tranquillità alle popolazioni colpite dai tragici eventi, al fine di riparare i danni subiti disponendo le misure idonee a prevenire disastri futuri;
se il Presidente del Consiglio e i Ministri in indirizzo intendano verificare se a contribuire alla tragedia, verificatasi domenica 25 gennaio 2009, siano intervenute anche cause strutturali dovute ai lavori eseguiti in quel tratto di autostrada e alla qualità dei materiali utilizzati;
se non ritengano di dovere incaricare esperti di settore per redigere un articolato programma di prevenzione ambientale capace di far fronte alle continue emergenze di carattere idrogeologico in Calabria.
Ai Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, delle infrastrutture e trasporti, dell'economia e delle finanze
Premesso che,
il 5 Gennaio 2009 sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 è stato pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 2008, n. 211, recante la riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
il suddetto decreto reca una serie di norme che vanno a modificare profondamente la tradizionale struttura organizzativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
il Dipartimento dei Trasporti Aereo e Marittimi del suddetto Ministero, che ha finora rivestito un ruolo di primaria importanza strategica per il Paese, è stato soppresso senza fornire adeguate motivazioni nel merito;
Constatato che,
a due mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento i contratti dei Direttori Generali dei vari dipartimenti non sono ancora definiti. Nel frattempo, sono stati sottoscritti una serie di contratti per l'assunzione personale esterno all'amministrazione, con funzioni di direttore di Dipartimento, che presumibilmente prenderanno il posto di vari dirigenti di ruolo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che hanno maturato nel tempo competenze ed esperienze non facilmente sostituibili;
la stessa Corte dei Conti ha sollevato forti perplessità sulla vicenda, che ha palesemente recato pregiudizio alla posizione di decine di direttori di ruolo del Ministero, ponendosi in contrasto con i principi di buona amministrazione e trasparenza;
la vicenda, oltre a dimostrare l’incapacità di governo di un Dicastero così importante e strategico per l’intera economia nazionale, sta creando forti malumori all’interno della struttura del Ministero, che di fatto risulta ora completamente bloccato;
Preso atto che,
la struttura organizzativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risulta paralizzata da mesi, tanto da impedire lo sviluppo delle varie attività strategiche del dicastero;
con una direttiva del Ministro delle infrastrutture e trasporti, dello scorso mese di febbraio, due Capi Dipartimento del Ministero sono stati ridotti a meri coordinatori;
Tenuto conto che,
le vicende descritte in premessa sono di natura del tutto simili a quelle che hanno visto protagonista il Ministero dell’Ambiente;
in data 6 febbraio 2009, due direttori del Ministero dell'ambiente hanno vinto il ricorso al Tar, presentato in conseguenza della loro sostituzione, non adeguatamente giustificata, attuata confronti dall’allora ministro Altero Matteoli, rispettivamente dal ruolo di Direttore Generale del Servizio per la Gestione dei rifiuti e per le bonifiche e da capo del Dipartimento sviluppo sostenibile;
in conseguenza della sentenza del TAR i due dirigenti del Ministero dell'ambiente avranno ora diritto al risarcimento dei danni, alla corresponsione degli stipendi arretrati e dei relativi conguagli.
Si chiede di sapere quali siano le valutazioni dei Ministri sulla vicenda descritta in premessa;
se ritengano opportuno ed economicamente sostenibile sostituire personale dirigenziale di ruolo del Ministero delle infrastrutture e trasporti, con esperienza e qualifiche professionali riconosciute e maturate nel tempo, con personale esterno al medesimo ministero privo di adeguati requisiti professionali;
se sia in grado di valutare il possibile danno erariale che potrebbe derivare al Bilancio dello Stato in caso di ricorso del personale dirigenziale di ruolo del Ministero delle infrastrutture e trasporti, sostituito nel ruolo e nelle funzioni da personale esterno al medesimo Ministero.