(2262)Conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, recante disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo(Relazione orale)(ore 9,38)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni,del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103, recante disposizioni urgenti per assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.100 (testo corretto).
FILIPPI Marco(PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPI Marco (PD). Signor Presidente, dopo una discussione sviluppatasi probabilmente in termini non puntuali, vorrei effettuare un ultimo accorato e sicuramente inutile tentativo di persuadere il relatore e il Governo a ritirare l'emendamento.
A tal proposito, prima di segnalare anche altre due o tre questioni, richiamo l'attenzione dell'Aula sulla segnalazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato trasmessa al presidente Schifani il 15 luglio scorso, di cui leggo le parti più significative, e mi rivolgo in particolare al sottosegretario Giachino: «L'Autorità è ampiamente consapevole della specificità del settore dell'autotrasporto e, in particolare, del fatto che il confronto competitivo non debba
AUTOTRASPORTO: GOVERNO, NUOVE NORME? PENSATE A GOLPE IN CILE
(V. TIRRENIA: DL; OK SENATO A EMENDAMENTO...DELLE 12,05)
(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Perche' si introducono norme
sull'autotrasporto in un decreto messo a punto per favorire la
privatizzazione della compagnia marittima Tirrenia? Alla domanda
posta dall' opposizione che da ieri nell' Aula del Senato
protesta per il maxi emendamento del governo che introduce, in
sostanza, il decreto su camion e tir, varato dal Consiglio dei
ministri venerdi' scorso, in un provvedimento che riguarda le
navi risponde il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo
Giachino che arriva ad evocare il golpe in Cile del 1973
''scatenato da uno sciopero dei camionisti''.
Forse il richiamo storico alla fine cruenta del governo Allende
e' un buon argomento, secondo il governo, per tacitare le
obiezioni della sinistra.
''Sappiamo che dal 1973 in poi, dal momento del golpe cileno
scatenato da uno sciopero dei camionisti - osserva Giachino -
l'autotrasporto dispone di un potere e di armi che nessun altro
ha nell'economia. Lasciare scattare il fermo dei Tir vuol dire
creare una situazione nella quale la politica e tutto il Paese
sono in difficolta' ed in condizioni di debolezza''.
Il sottosegretario poi ricorda che ''in Francia il ministro
Gayssot, per chiudere un blocco dei Tir che duro' giorni e
giorni, adotto' dei provvedimenti molto piu' severi di quelli di
cui discutiamo in questo emendamento''. Mentre, ''il governo
Prodi, che nel 2007 subi' e lascio' scattare un blocco dei Tir,
pur di chiudere quel blocco il terzo giorno concesse 12 punti
tra i quali, altro che controriforma dell'autotrasporto, le
tariffe antidumping, che sono il contrario della
liberalizzazione adottata in questo Paese nel 2005''.
Ma le argomentazioni del sottosegretario non hanno fatto
breccia e il senatore del Pd Marco Filippi ha replicato: ''il
paragone con il Cile e' fuori luogo''.(ANSA).
FILIPPI (PD) SU TIRRENIA ENNESIMO PASTICCIO DEL GOVERNO
"Il Governo ha prima dato il via ad una privatizzazione globale di Tirrenia che nessuno, tanto meno l'Europa, aveva richiesto. Poi ha seguito e gestito in maniera in parte disordinata e in parte disastrosa la procedura di gara, ed ora, di fronte al probabile fallimento della gara stessa, dopo che è rimasta in piedi una sola offerta, si prepara all'eventualità di ricorrere ad uno "spezzatino" che porterebbe gli esuberi a numeri altissimi e non garantirebbe nessun servizio per le tratte di collegamento con le realtà più deboli come quelli di continuità territoriale con le piccole isole."
Lo ha dichiarato il capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi, commentando la nomina dell'amministratore unico per Tirrenia e Siremar.
"Fin dall'inizio di questa vicenda abbiamo segnalato al Governo che con questa procedura si sarebbe rischiato: di distruggere un patrimonio importante del nostro paese, quale quello rappresentato dalla nostra compagnia di navigazione pubblica; di licenziare molti lavoratori e di rendere il servizio ancora più deficitario: previsioni che adesso purtroppo rischiano di avverrarsi; di determinare una contrazione nell'offerta proprio di quei servizi universali di essenziale garanzia per la continuità territoriale con le piccole isole.
E' rimasta in piedi, infatti, solo l'offerta avanzata da una società in cui è azionista quasi per la metà la Regione Sicilia, facendo così rientrare dalla finestra ciò che il Governo sosteneva di voler far uscire dalla porta.
Non sono state, invece, chiaramente individuate, come ci chiedeva veramente l'Europa, le linee su cui garantire, anche con finanziamenti pubblici, i servizi universali. Non c'è nessuna garanzia, nè nella gara e tantomeno nell'ipotesi dello "spezzatino", sui livelli occupazionali.
Siamo solo di fronte all'ennesima svendita di un pezzo del patrimonio pubblico per favorire qualche imprenditore privato.
Tirrenia non era Alitalia, come avevamo cercato di far capire a questo governo pasticcione e disattento, ma proprio l'azione di questo governo ne ha sciaguratamente accomunato e reso simili i destini."
FILIPPI (PD) SCIOPERO TRASPORTI PER INERZIA DEL GOVERNO
"Insieme all'importante sciopero dell'informazione contro la legge bavaglio sulle intercettazioni, previsto per domani, tra poche ore partirà anche lo sciopero del trasporto pubblico. Le motivazioni dello sciopero dei trasporti sono altrettanto importanti perchè i lavoratori di quel settore attendono il rinnovo del loro contratto e le proposte della controparte sono peggiorative delle condizioni attuali, soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro.
Lo ha dichiarato il capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi.
"Il Governo, tramite il Ministero delle Infrastrutture, si era impegnato a far riprendere il negoziato ma poi non ha fatto nulla di efficace, costringendo di nuovo i lavoratori ad utilizzare lo sciopero per far conoscere e sostenere le proprie ragioni. Si cerca di mettere i lavoratori con le spalle al muro, ma è bene che tutti i cittadini sappiano che questo sciopero è anche per mantenere un servizio di trasporto pubblico serio ed efficente."